La proprietà intellettuale
domenica 27 novembre 2011
Che fine ha fatto la pagina di facebook?
Doriana
domenica 10 luglio 2011
Il provvedimento AGCOM
Il provvedimento AGCOM per il diritto d’autore |
| Appello della Siae |
|
mercoledì 4 maggio 2011
Proteggersi da Facebook
Proteggersi da facebook è quasi impossibile, però ci sono alcuni consigli che è meglio mettere in pratica per chi lo usa di frequente e, soprattutto, mette foto proprie o scritti e video inediti.
Ecco come fare per renderlo un po' più protetto:
Mentre sei su FB, guarda il tuo indirizzo URL in alto. Se vedi "http:"invece di "https:" allora tu NON hai una sessione protetta e può essere violata. Vai alla Account - Impostazioni account - Protezione Account - fare clic su Cambia. Casella di controllo (navigazione protetta), fai clic su Salva. FB è automaticamente impostato su non sicuro! Modifica, Copia e Re-posta.
Doriana
sabato 19 marzo 2011
Non fatemi rubare film in internet

Un' interessante proposta fatta da un gruppo di appassionati di cinema, riunitisi a Ginevra, contro la pirateria sul web.
Articolo tratto da La Repubblica
Film digitali, c'è un manifesto
"Non fatemi rubare, fate così"
"IL MANIFESTO per il consumo digitale" è stato pubblicato da qualche giorno su un sito che ha un nome davvero singolare, "Don't make me steal", non farmi rubare. Chi aderisce al manifesto promette di non scaricare film illegalmente se ci sono alternative legali che rispondono ad una serie di caratteristiche. Quali? sono soltanto cinque punti, ma sono esattamente quelli che l'industria dell'intrattenimento, quella musicale prima, quella cinematografica oggi, non riesce a comprendere fino in fondo, punti che sarebbero davvero essenziali per combattere la pirateria on line e, nei paesi occidentali, anche gran parte della pirateria "fisica".Ne sono convinti gli estensori del "manifesto": "Noi amiamo i film! E ameremmo pagare per questi film che amiamo. Siamo persuasi che una gran parte della pirateria odierna verrebbe battuta se alcuni elementi della distribuzione del contenuto cambiassero un po'. Siamo franchi, è il 2011 e i produttori ancora si aspettano che noi entriamo in un videostore per noleggiare un film. Naturalmente potremmo usare iTunes, ma quale appassionato di cinema vuole vedere un film doppiato? E molto spesso è difficile e frustrante ottenere legalmente un film.
Ecco perché la gente è spesso tentata di fare la cosa più facile. Torrent, Open Subtitles e Boom, 30 minuti dopo è come stare al cinema. Quindi noi pensiamo che tutto debba essere più facile e noi crediamo che i fornitori di contenuti siano un po' persi. Loro ci vedono come dei nemici. Ma non è così. Non lo siamo, noi amiamo i film. E comprendiamo che i film hanno un costo".
Lo scorso 3 febbraio una ventina di persone che partecipavano al Lift11 Conference si sono incontrati a Ginevra, avevano in comune l'amore per il cinema e la difficoltà di poter reperire i film nel nuovo mercato digitale. E' stato in quell'occasione che hanno pensato di lanciare il manifesto (che può essere firmato alla pagina dontmekamesteal.com 1) per chiedere all'industria cinematografica di combattere la pirateria e non i consumatori. I promotori dell'iniziativa si sono concentrati su cinque punti essenziali.
Primo, il prezzo: "In generale voglio che il modello dei prezzi sia semplice e trasparente. Non mi dispiace una piccola differenza di prezzo tra un film e l'altro in base all'età del film stesso. Noleggiarlo non dovrebbe costare più di 1/3 del prezzo del cinema. Acquistarlo non dovrebbe costare più che guardarlo al cinema. I prezzi degli abbonamenti mensili non dovrebbero superare quello di 3 spettacoli al cinema. Le serie TV dovrebbero costare 1/3 del prezzo dei film. Si paga per i contenuti, non per l'ampiezza della banda".
Secondo, le lingue: "Potrò avere l'audio in tutte le lingue in cui il contenuto viene rilasciato. Dopo aver acquistato un film, tutte le lingue saranno utilizzabili. I fan potranno legalmente creare e diffondere sottotitoli per qualsiasi contenuto"
Terzo, i vantaggi: "Il contenuto per il quale ho pagato sarà subito disponibile. Il contenuto sarà privo di pubblicità o avvertimenti sulla violazione del diritto d'autore. Posso ricercare film e serie TV per anno, regista, lingua, nazione, genere, ID su iMDB, ecc.".
Quarto, le date di uscita e la disponibilità: "La data di uscita è globale. Non ci saranno limiti riguardanti il paese in cui vivo. Potrò scaricare praticamente ogni film esistente"
Quinto, i diritti: "Potrò guardare il film con qualsiasi dispositivo e senza distinzioni di formato. I film non saranno legati al provider del servizio, e dovranno essere privi del Digital Right Management in caso di acquisto. Potrò facilmente capire quali sono i miei diritti sia che io acquisti i film, li noleggi o li guardi in streaming con l'abbonamento".
Il manifesto in pochi giorni ha raccolto più di tredicimila firme digitali ed è solo all'inizio. E' ovvio che molti dei punti sembreranno inaccettabili ai produttori cinematografici, ma è anche vero che, al contrario, proprio il poter discutere di queste possibilità potrebbe portare ad un miglioramento del mercato, ad un abbattimento delle quote attuali della pirateria cinematografica on line, alla diffusione di contenuti cinematografici legali.
(Da La Repubblica del 19 Marzo 2011)
Lorenzo
sabato 12 marzo 2011
Furto di identità in internet

In questi giorni è entrata in vigore in California una legge che punirà chi in Rete dovesse utilizzare false o altrui identità per compiere pratiche illegali, il Senate Bill 1411. Si tratta di un provvedimento bipartizan, proposto dal senatore democratico Joe Simitian e firmato dal governatore repubblicano Schwarzenegger, e, nelle intenzioni originarie, mira in particolare ad arginare il fenomeno del cyberbullismo, punendo la cosiddetta e-personation, ossia l’appropriazione di identità altrui o la creazione di identità fasulle allo scopo di compiere pratiche illegali quali frode, molestie, intimidazione e diffamazione. In questo modo coloro che sotto nome altrui creeranno blog o profili all’interno di social network rischiano fino a un anno di carcere e multe di mille dollari nello stato della California.
Indubbiamente l’intenzione è buona, ciononostante il provvedimento non ha mancato di sollevare un dibattito tra favorevoli e contrari. Erica Johnstone, avvocato di San Francisco che si occupa di casi riguardanti il furto di identità online ha ad esempio affermato che “quasi tutti i cyber-molestatori rimangono impuniti, con conseguenze gravi per le vittime quali la perdita della reputazione, senso di vergogna, mortificazione, dolore, perdita di opportunità professionali e stress emozionale”. Altri invece si sono concentrati di più sulle preoccupazioni riguardo possibili limitazioni alla libertà di parola e di satira, ad esempio la Electronic Frontier Foundation anche se, come notano altri, a protezione di tali libertà fondamentali rimane sempre il primo emendamento della Costituzione statunitense.
Ciò che è certo è che, come in molti altri argomenti, quello che emerge sempre è l’irriducibile ambiguità del mezzo elettronico e della sua conseguente virtualità, in confronto alle rocciose sicurezze della realtà: l’identità, come la proprietà ad esempio, sono di molto più difficile definizione su Internet che nella vita di tutti i giorni; da un lato infatti la tracciabilità certa di un individuo espone a potenziali del diritto di ciascuno alla privacy, dall’altro un’eventuale rintracciabilità più difficoltosa dell’identità reale presterebbe il fianco a chi volesse perpetrare comportamenti fraudolenti anche gravi. Armonizzare in una legge bilanciata tutto ciò che resta in mezzo a questi opposti è missione assai difficile e uno dei rompicapo dei nostri tempi.
martedì 8 marzo 2011
Un plagio istituzionale
Lo storico Luigi Firpo nel 1976 aveva curato l'edizione di "Utopia" di Thomas More, con una lunga introduzione e la traduzione del testo dal latino in italiano.
Il Cavaliere Berlusconi, fingendo di essere un intellettuale, plagiò l'opera di Firpo, stampandola sotto il suo nome, con un aureo libretto.
Lo storico venuto a conoscenza (da un'intervista televisiva) del plagio iniziò una querelle, che ebbe del farsesco, visto l' incrocio di telefonate e lettere del Cavaliere che imploravano "pietà".
Firpo giocò a lungo, come fa il gatto con il topo, ma non aderì a vie legali.
Della vicenda ne rimane testimonianza una lettera di Berlusconi dove è testualmente scritto: «Professore, per carità non mi rovini».
Sin d'allora era bugiardo.
Post tratto da La Sinistra che vogliamo
Lorenzo
domenica 20 febbraio 2011
La legge protegge gli autori delle tesi di laurea

1. La tesi rientra nella tutela giuridica del diritto d'autore, su qualsiasi supporto essa sia confluita: la tutela si focalizza sulla forma data ad un'idea, filosofia cardine del diritto d'autore (tutela della forma e non del contenuto)
2. La tesi riveste una duplice personalità quale atto amministrativo e quale creazione originale di un autore
3. Nella tesi l'avente diritto è lo studente. La sfera dei diritti morali è di pertinenza dello studente che redige la tesi il quale concreta l'idea del suo relatore in una forma tangibile
4. Il relatore è portatore/comunicatore di un'idea ed è tenuto a seguire lo studente nella confezione di questa idea, in una forma tutelabile dalla legge quale creazione originale
Ecco quanto quanto sancito in merito dalla Corte d'Appello di Perugia:
"La tesi di laurea costituisce un'opera dell'ingegno, come tale tutelabile in base alla normativa sul diritto d'autore, in quanto le attività di controllo, sorveglianza ed ingerenza, talvolta anche pregnanti, esercitate dal professore-relatore, non impediscono che la tesi sia il risultato precipuo dell'attività creativa del laureando. Sulla base di tali premesse, non si può certamente negare alla tesi di laurea il carattere di opera creativa, anche qualora il laureando utilizzi argomentazioni e temi già svolti da altri autori o si avvalga di consigli o delle ingerenze del professore-relatore, in quanto, anche in tal caso è individuabile almeno un "minimum" di elaborazione ed organizzazione personale dello studente considerato sufficiente ai fini della tutelabilità del diritto d'autore."
Sentenza della corte d'Appello di Perugia in merito alla proprietà dei diritti della tesi.
Fonte
Ora io mi chiedo perchè la stessa legge non possa proteggere un lavoro in internet.
Lorenzo














