Πέμπτη, 28 Νοεμβρίου 2013

La legge protegge gli autori delle tesi di laurea


La proprietà della tesi è del suo autore

1. La tesi rientra nella tutela giuridica del diritto d'autore, su qualsiasi supporto essa sia confluita: la tutela si focalizza sulla forma data ad un'idea, filosofia cardine del diritto d'autore (tutela della forma e non del contenuto)

2. La tesi riveste una duplice personalità quale atto amministrativo e quale creazione originale di un autore

3. Nella tesi l'avente diritto è lo studente. La sfera dei diritti morali è di pertinenza dello studente che redige la tesi il quale concreta l'idea del suo relatore in una forma tangibile

4. Il relatore è portatore/comunicatore di un'idea ed è tenuto a seguire lo studente nella confezione di questa idea, in una forma tutelabile dalla legge quale creazione originale

Ecco quanto quanto sancito in merito dalla Corte d'Appello di Perugia:
"La tesi di laurea costituisce un'opera dell'ingegno, come tale tutelabile in base alla normativa sul diritto d'autore, in quanto le attività di controllo, sorveglianza ed ingerenza, talvolta anche pregnanti, esercitate dal professore-relatore, non impediscono che la tesi sia il risultato precipuo dell'attività creativa del laureando. Sulla base di tali premesse, non si può certamente negare alla tesi di laurea il carattere di opera creativa, anche qualora il laureando utilizzi argomentazioni e temi già svolti da altri autori o si avvalga di consigli o delle ingerenze del professore-relatore, in quanto, anche in tal caso è individuabile almeno un "minimum" di elaborazione ed organizzazione personale dello studente considerato sufficiente ai fini della tutelabilità del diritto d'autore."

Sentenza della corte d'Appello di Perugia in merito alla proprietà dei diritti della tesi.

Ora io mi chiedo perchè la stessa legge non possa proteggere un lavoro in internet.

Τετάρτη, 20 Νοεμβρίου 2013

Un plagio istituzionale


Quel giorno che Berlusconi copiò
di Diego Novelli

In Germania il ministro della Difesa Karl-Theodor Guttenberg, uno dei più stretti collaboratori di Angela Merkel e astro nascente della politica tedesca, si è dimesso dal governo dopo le rivelazioni del quotidiano "SGrassettouddeutsche Zeitung", che lo accusava di avere copiato in gioventù la sua tesi di laurea.
Lo storico Luigi Firpo nel 1976 aveva curato l'edizione di "Utopia" di Thomas More, con una lunga introduzione e la traduzione del testo dal latino in italiano.


Il Cavaliere Berlusconi, fingendo di essere un intellettuale, plagiò l'opera di Firpo, stampandola sotto il suo nome, con un aureo libretto.
Lo storico venuto a conoscenza (da un'intervista televisiva) del plagio iniziò una querelle, che ebbe del farsesco, visto l' incrocio di telefonate e lettere del Cavaliere che imploravano "pietà".
Firpo giocò a lungo, come fa il gatto con il topo, ma non aderì a vie legali.
Della vicenda ne rimane testimonianza una lettera di Berlusconi dove è testualmente scritto: «Professore, per carità non mi rovini».
Sin d'allora era bugiardo.

Τετάρτη, 6 Νοεμβρίου 2013

Furto di identità in internet


In questi giorni è entrata in vigore in California una legge che punirà chi in Rete dovesse utilizzare false o altrui identità per compiere pratiche illegali, il Senate Bill 1411. Si tratta di un provvedimento bipartizan, proposto dal senatore democratico Joe Simitian e firmato dal governatore repubblicano Schwarzenegger, e, nelle intenzioni originarie, mira in particolare ad arginare il fenomeno del cyberbullismo, punendo la cosiddetta e-personation, ossia l’appropriazione di identità altrui o la creazione di identità fasulle allo scopo di compiere pratiche illegali quali frode, molestie, intimidazione e diffamazione. In questo modo coloro che sotto nome altrui creeranno blog o profili all’interno di social network rischiano fino a un anno di carcere e multe di mille dollari nello stato della California.


Indubbiamente l’intenzione è buona, ciononostante il provvedimento non ha mancato di sollevare un dibattito tra favorevoli e contrari. Erica Johnstone, avvocato di San Francisco che si occupa di casi riguardanti il furto di identità online ha ad esempio affermato che “quasi tutti i cyber-molestatori rimangono impuniti, con conseguenze gravi per le vittime quali la perdita della reputazione, senso di vergogna, mortificazione, dolore, perdita di opportunità professionali e stress emozionale”. Altri invece si sono concentrati di più sulle preoccupazioni riguardo possibili limitazioni alla libertà di parola e di satira, ad esempio la Electronic Frontier Foundation anche se, come notano altri, a protezione di tali libertà fondamentali rimane sempre il primo emendamento della Costituzione statunitense.

Ciò che è certo è che, come in molti altri argomenti, quello che emerge sempre è l’irriducibile ambiguità del mezzo elettronico e della sua conseguente virtualità, in confronto alle rocciose sicurezze della realtà: l’identità, come la proprietà ad esempio, sono di molto più difficile definizione su Internet che nella vita di tutti i giorni; da un lato infatti la tracciabilità certa di un individuo espone a potenziali del diritto di ciascuno alla privacy, dall’altro un’eventuale rintracciabilità più difficoltosa dell’identità reale presterebbe il fianco a chi volesse perpetrare comportamenti fraudolenti anche gravi. Armonizzare in una legge bilanciata tutto ciò che resta in mezzo a questi opposti è missione assai difficile e uno dei rompicapo dei nostri tempi.